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Terminali radiofrequenza, comunicazione in mobilità

Oggi parliamo di terminali per la raccolta dati, barcode, RFid, codici 2D, firme, immagini ecc.

Il grande salto tecnologico fatto dal telefono a muro allo smartphone è equiparabile al salto fatto dalla postazione fissa con PC o terminale di sistema, al terminale o palmare in radiofrequenza che permette di gestire in mobilità il trasferimento bidirezionale di dati con il sistema.

Oggi il terminale portatile in radiofrequenza ha raggiunto alti gradi di efficienza, di specializzazione e di comunicazione.

Lo scambio dati con il sistema è immediato, questo consente di risolvere e migliorare una serie innumerevole di problemi rendendo operazioni complesse semplici e controllabili in tempo reale.

Il suo habitat naturale è il magazzino e, operazioni come il carico / scarico, prelievo, abbassamenti, controllo ecc. sono effettuate giornalmente con velocità e precisione.

Al suo interno sono concentrate le periferiche tipiche di un terminale di sistema, video, tastiera, cpu, alimentazione ecc. a cui sono state aggiunte funzioni di lettura di barcode, RFid e immagini. Il monitor è ormai per tutti touchscreen, l’accellerometro permette di gestire eventuali malori dell’operatore (in gergo: Uomo a terra),  l’autonomia copre senza sforzi il turno di lavoro, la struttura viene dimensionata per resistere a cadute, intemperie,  temperature di -30°, senza fenomeni di condensa, ecc.  Uno sguardo alla nostra sezione del sito dedicata ai terminali potrà sciogliere molti dubbi. 

Naturalmente ogni terminale ha la sua specializzazione ed è stato studiato per applicazioni specifiche, il vantaggio è enorme, perchè consente di effettuare il lavoro, con il dispositivo adatto, in modo ottimale. 

Ovviamente le specializzazioni del terminale sono studiate per le applicazioni specifiche, ad esempio, è intuitivo che un terminale usato per una applicazione portuale non possa avere le stesse caratteristiche di un terminale usato in celle frigorifere o di un terminale per il riassortimento merce di un supermercato, da qui il motivo per cui la gamma dei terminali è veramente molto vasta.

La comunicazione con il sistema avviene quasi sempre in modalità wireless e la copertura è assicurata da uno o più “access point” che “illuminano” di radiofrequenza la superficie entro la quale il terminale deve funzionare.

Ho usato la parola “illuminare” perchè a mio avviso è quella che rende di più l’idea di come deve essere progettato il posizionamento degli access point e la scelta delle antenne da usare in base alla disposizione degli ingombri, con l’esempio dell’illuminazione si intuisce che l’obiettivo è quello di evitare che ci siano zone buie dove il terminale non “vede” la luce e quindi non comunica.

Tutto questo viene trattato in modo più specifico nella sezione Site Survey alla quale rimando per maggiori delucidazioni.

In conclusione vorrei precisare che la scelta del terminale, la progettazione dell’impianto, i collegamenti, le configurazioni e la manutenzione nel tempo, devono essere seguite da professionisti seri e preparati, mai come in questo caso è valido il consiglio di consultarci.

Eventuali domande o commenti inerenti a questo articolo possono essere inviate a marketing@idsolutions.it

 

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